Destinazione Denver, dal Far West al Jazz

Denver una città che ha scomesso tutto sull’arte.

Destinazione Denver, dal Far West al Jazz

Ecologica, artistica  e vintage, la capitale del Colorado si impone come  nuovo punto caldo degli Stati Uniti.

Ecco come una città di provincia nelle Montagne Rocciose, un simbolo del football americano  e dei cowboy, sta diventando il laboratorio di una  città  ultra-moderna.

Non c’é niente di grande nel  Colorado. Non ci sono , alle porte della città, decine di insegne al neon lampeggianti con scritte  tacos, pizza, McDonald o Burger King, come in ogni metropoli americana che si rispetti.

Denver è una città particolare. Non si vedono cose  cose strane, come sportivi in tenuta da jogging fosforescente  correre  lungo il fiume,  escursionisti prendere d’ assalto le Montagne Rocciose o  migliaia di yogi sugli spalti del anfiteatro degli Red Rocks

Sport, natura, cultura: Sono le tre cose che fanno sognare gli ambientalisti. Da tre anni, gli ambientalisti affollano la città come una volta i  cercatori d’oro affamati venivano qui a trovar fortuna, trasformando la  vecchia città confine dalla cattiva reputazione in Eldorado per gli hispters . Qui, sono chiamati “Millennials” o “Henry” che stà per  “redditi alti, ma non ancora  ricchi.

“Cosa vengono a  cercare  a  Denver, i giovani wasps (vespe) che in tre anni hanno incrementato del 8,2% la popolazione? Una miscela di sole Californiano – il proverbio dice che splende 300 giorni all’anno – qui vedi il verde di  Chigago e la  cultura di New York, senza grattacieli, ma sul bordo delle Montagne Rocciose.

Tutto  in un “spirito Far West” che si respira ancora nelle  vecchie fabbriche di mattoni rosso LoDo (Lower Downtown), la parte più antica della città, costruita nel 1858.

Filone High Tech

Molti giovani  stanno lasciando New York o la Silicon Valley per creare le proprie start-up a Denver o a  Boulder, la vicina città, rendendo la nuova regione “Silicon Mountain ” high-tech del Colorado , classificata seconda in termini di creatività secondo “Forbes”.

Gli anziani, stessi, vengono qui  prendosela  comoda – la città è dotata di B-ciclo sullo stesso principio di Vélib – dopo una carriera frenetica all’ombra delle grandi città più grigie.

Passione Vintage

Ti suggeriscoandare a fare un giro a Larimer Square, un viale pedonale Lodo. Nel 1950, Kerouac passava le sue notti con Neal Cassady. Oggi, i pochi barboni leggono libri di storia fumando joints – lo Stato ha liberalizzato la cannabis nell’ultimo anno – e i cow-boys non si avventurao  più in questo covo di hipster.

Le vecchie latterie  e i capannoni di stoccaggio in mattoni rossi sono ancora in piedi, con le loro vecchie insegne, salavate in  extremis  dalla demolizione negli anni hippie.

Questa passione per il vintage è ovunque: nella vecchia stazione deli 1895, l’ Union Station, recentemente rinnovata l’anno scorso in stile Art Deco, è ora sede di arty concept store, ristoranti di lusso e un hotel di 112 camere.

Arte ovunque

Per alimentare questa nuova ondata di wannabe esigente, la città si è concentrata sull’arte: Negli ultimi 20 anni, una “tassa culturale” tassa le imprese  con grandi profitti.

Quasi ovunque, gigantesche sculture adornano le strade e monumenti della città, ballerini della Sculpture Park a  Blue Bear centro congressi o passando per  “Big Chair with Horse”, vicino al  Denver Art Museum, una enorme costruzione in titanio tagliente d’oro firmata  da Daniel Libeskind.

Denver anche senza l’oro resta una pepita.

Altri consigli e informazioni li troverai su come viaggiare informati, se li seguirai attentamente, ti aiuteranno a viaggiare in totale sicurezza e a tutelare la tua integrità fisica.

A presto

Fabio

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