Marocco: Arte Gnaoua iscritta al patrimonio immateriale dell’UNESCO

L’arte Gnaoua fa ora parte del patrimonio immateriale dell’UNESCO. Il Marocco deve questa arte tradizionale ai discendenti degli ex schiavi dell’Africa sub-sahariana nel XVI sec.

L’arte Gnaoua, che combina rituali africani e il culto dei santi venerato dalle popolazioni locali, si esprime sotto forma di creazioni musicali, spettacoli e rituali terapeutici che mescolano profano e sacro.

Vestiti con costumi colorati, i musicisti gnaoua suonano il guembri, una sorta di liuto a tre corde costituito da un manico rotondo che affonda in una cassa di risonanza della pelle di cammello, accompagnato da nacchere d’acciaio chiamate qraqeb.

Praticano un “rito di possesso terapeutico sotto forma di una veglia di ritmi e trance in cui si mescolano pratiche ancestrali africane, influenze arabo-musulmane e manifestazioni culturali berbere indigene”.

Famosa in tutto il Marocco, la musica gnaoua ha acquisito riconoscimenti internazionali dagli anni sessanta: stabilita a Tangeri, Paul Bowles, l’autore di Un thé au Sahara, l’ha presentata a grandi musicisti come Hendrix, Led Zeppelin o Santana , di cui ha influenzato le composizioni.

Ogni anno, alla fine di giugno, la musica di Gnaoua è oggetto di un festival a Essaouira. L’evento si è aperto e ora celebra la musica mondiale. Una sorta di Woodstock marocchino, il festival di Essaouira accoglie quasi 500.000 persone per quattro giorni di celebrazioni non-stop che celebrano tutta la musica.

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A presto

Fabio

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