Jet lag detto anche fuso orario durante i tuoi viaggi in aereo

Ecco 4 consigli per affrontare al meglio i disagi causati dal jet lag dopo lunghi voli in aereo.

jet lag detto anche fuso orario durante i tuoi viaggi in aereoSi vola sempre di più. Spostamenti rapidi da un continente all?altro, in località con un fuso orario diverso da quello abituale.

Durante i voli intercontinentali è noto che si possono  avere dei piccoli disagi provocati dalla sindrome del  jet lag, che rischiano di rovinare l’inizio della vacanza e, poi, il ritorno al lavoro.

Che cosa è il jet lag

l jet lag (spesso indicato come “mal di fuso”) è un disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari, come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo.

È tipico dei viaggi, da Est a Ovest (verso l’America) e viceversa (verso la Cina) e non si avverte quando ci si sposta lungo lo stesso meridiano, da Nord verso Sud ad esempio, oppure in paesi con lo stesso fuso orario.

Questo malessere è alla base di una serie di disturbi che, nel loro insieme, vengono denominati “Jet Lag Syndrome” (sindrome da fuso orario).

Nulla di pericoloso, solo un insieme di sintomi di tipo psicologico e fisico, che colpiscono in modo più evidente chi attraversa almeno tre fusi orari, oppure chi affronta viaggi “mordi-e-fuggi” che sconvolgono i ritmi naturali dell’orologio biologico (sonno-veglia, pasti, ecc.).

In questi casi, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani; per ripristinarli, spesso viene utilizzata la melatonina, ma alcuni studi scientifici hanno sollevato dubbi sulla sua concreta efficacia al riguardo.

Quali sono le cause del jet lag

Troviamo la causa principale del Jet-lag nel fatto che, quando si raggiungono paesi lontani che stanno ad Est (Cina, India, ecc.) si anticipa il domani, mentre in senso contrario, andando verso Ovest (America, ecc.), si torna indietro al ieri.

Questo scombina il ciclo del nostro orologio biologico che, nell’arco delle 24 ore, governa i vari aspetti delle funzioni vitali.

Questo ciclo, detto circadiano (circ = circa e diem = giorno), sincronizza le varie attività organiche con la luce diurna, in modo che funzionino bene sia di giorno che di notte.

  • il ciclo di sonno e veglia,
  • i livelli di vigilanza,
  • la digestione,
  • le prestazioni,
  • l’umore,
  • i livelli ormonali,
  • la temperatura corporea.

Ma qual è la sintomatologia del jet lag?

  • Insonnia e sonnolenza diurna,
  • disturbi dell’umore,
  • con tendenza al malumore (disforia),
  • performance fisiche diminuite,
  • rallentamento cognitivo e disturbi gastrointestinali.

A livello comportamentale, il jet lag si manifesta poi con orari e gestione di pasti e riposo totalmente irregolari.

Studi recenti hanno dimostrato che il recupero dalla travel fatigue è piuttosto breve, perché dopo un paio di giorni di riposo e alimentazione equilibrata, tutti i sintomi vengono cancellati.

Il jet lag, invece, produce sintomi più persistenti, rispetto ai quali il recupero dura anche una settimana.

Tra i consigli più efficaci, l’ottimizzazione dell’esposizione alla luce naturale, o a fonti di luci “brillanti”.

Stare in ambienti luminosi durante le ore serali fa spostare l’orologio biologico in avanti, mentre l’esposizione a fonti di luce nelle prime ore della mattina accorcia il ciclo circadiano, anticipando il momento del sonno.

Pertanto chi si appresta a viaggiare verso est dovrebbe cercare di esporsi alla luce al mattino presto, mentre chi è diretto verso ovest farebbe farlo nelle ore serali.

La luce è infatti fondamentale per la produzione di melatonina, un bionutriente che il nostro corpo secerne in sincronia col ciclo luce-buio e che determina il ritmo circadiano.

Quali sono i rimedi del jet lag?

1. La melatonina, sostanza prodotta di notte dalla ghiandola pineale, è responsabile del jetlag, perché sincronizzandosi con l’alternarsi del giorno e della notte funge da “orologio interno” del nostro corpo.

Quindi bisogna sfruttare la luce, naturale o artificiale, cosicché il nostro cervello si possa adattare al nuovo orario. Se si viaggia verso est, sarà quindi necessario dormire in aereo, godere del sole la mattina e adeguarsi alle attività locali, nonostante l’ovvio scombussolamento iniziale.

Se invece, si vola verso ovest, è consigliabile non dormire in aereo, esporsi al sole di pomeriggio e organizzare attività serali.

2. In volo è meglio spostare subito le lancette dell’orologio, per cominciare già a entrare nell’ottica del nuovo orario che si troverà a destinazione, sia all’andata che al ritorno.

3. Nei giorni che seguono il volo è preferibile seguire una dieta leggera, senza alcol e caffè, e bere molta acqua.

4. Il problema in volo è che non ci si rilassa davvero se si è costretti in posizioni scomode e innaturali. Il supporto ideale non deve essere né troppo duro, né troppo morbido, ma adattarsi al profilo della colonna vertebrale e ridurre la pressione che ostacola la circolazione sanguigna.

Si possono, quindi, usare accessori come guanciali, collari e supporti lombari da viaggio, che garantiscono la corretta postura di collo e schiena.

Gli unici a non doversi preoccupare di tutto questo sono i bambini: «Fino ai due anni di età si adattano con facilità al nuovo fuso, perché i ritmi biologici non sono ancora perfettamente stabiliti. Anche dopo, comunque, bimbi e ragazzi sono molto più elastici degli adulti: se hanno qualche piccolo problema di sonno non si tratta di un vero jet lag»

Altri consigli e informazioni li troverai su come viaggiare informati, se li seguirai, ti aiuteranno a viaggiare in totale sicurezza e a tutelare la tua integrita’ fisica.

Calcolo Jet Lag

A presto,

Fabio.

 

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