Scottature solari, come riconoscerle e quali sono i suoi rimedi

Imprudenza e disattenzione possono infatti esporre la nostra pelle a pericolose scottature solari. Come riconoscerli e quali sono i suoi rimedi.

Scottature solari, come riconoscerle e quali sono i suoi rimedi

Per chi viaggia in paesi tropicali, in deserti o in alta quota, si ricordi che la possibilità di andare incontro a scottature o eritemi solari è molto elevata anche se il cielo è leggermente nuvoloso. Tenete presente inoltre che l’esposizione ai raggi UV solari è una delle maggiori cause di tumore alla pelle.

Le cause

Alcuni fattori possono potenziare l’effetto dannoso dei raggi UV: il fototipo

  • sono particolarmente sensibili le persone con i capelli biondi o rossi,
  • con la pelle chiara e gli occhi azzurri
  • l’esposizione di particolari zone del corpo come gli occhi, il naso e le labbra
  • l’età:  i bambini e gli anziani sono più a rischio degli adulti
  • Esporsi al sole  tra le 11 e le 15 è il più pericoloso, soprattutto se sono presenti superfici riflettenti la luce, come neve, specchi d’acqua e sabbia.

Sintomi

  • Una scottatura solare provoca arrossamento, bruciore e dolore della cute.
  • Un’ustione solare intensa può causare febbre, nausea, brividi  e la comparsa di vescicole o edema.
  • I sintomi possono presentrsi già durante l’esposizione al sole, ma spesso diventano evidenti successivamente.
  • Possono interessare il primo soccorritore le ustioni termiche, elettriche, da radiazioni e chimiche da acidi o alcali caustici.
  • Quando un liquido bollente, un oggetto caldo o incandescente, un gas o un vapore ad elevata temperatura vengono a contatto con il nostro corpo, provocano delle lesioni più o meno gravi, dette ustioni.

Classifichiamo le ustioni in tre gradi

1° grado: si tratta di un’ustione superficiale che interessa solo l’epidermide; è caratterizzata da un arrossamento della pelle e, a volte, da un leggero gonfiore

2° grado: il primo strato della cute viene attraversato e il secondo danneggiato; l’ustione non raggiunge i tessuti sottostanti. E’ presente un dolore intenso, arrossamento, vesciche e la pelle appare chiazzata. Gonfiore e vesciche possono apparire fino a 48 ore dopo il trauma.

Il possibile verificarsi di un’infezione costituisce una delle preoccupazioni principali in presenza di un’ustione di 2° grado.

3° grado: tutti gli strati della cute sono danneggiati; sono presenti aree carbonizzate e scure, o bianche e secche. Il pericolo di infezione è elevato, il dolore può essere presente o assente. Spesso è difficile per il primo soccorritore distinguere il secondo dal terzo grado.

Estensione corporea

La superficie cutanea ustionata, può essere valutata velocemente utilizzando la regola del nove.

In un soggetto adulto, ognuna delle seguenti aree rappresenta circa il 9% della superficie corporea:

testa e collo, braccio dx, braccio sx, torace, addome, schiena sup., schiena inf. e natiche, la parte anteriore di ogni arto inf., la parte posteriore di ogni arto inf.

Nei bambini cambia la percentuale testa collo (18%) e arti inf. (14% per ciascun arto).

Un sistema veloce per calcolare l’estensione dell’ustione (specie se piccola), consiste nel valutare la stessa con il palmo della mano del paziente al quale viene attribuita una “misura” pari all1%.

Viene solitamente considerata grave un’ustione sopra il 20% nell’adulto e sopra l’8% nei bambini.

Nel computo della gravità del paziente  ustionato, entrano in gioco anche altri fattori, quali:

  • età (< 5 anni e > 60 anni la gravità è maggiore);
  • malattie intercorrenti (diabete, malattie cardiorespiratorie) e regioni del corpo interessate (volto e vie aeree, mani, piedi, articolazioni, etc.).
  • Particolare attenzione dovrà essere posta nei soggetti in cui si sospetta una ustione da inalazione (alterazione stato di coscienza, ustioni al volto, fuliggine intorno alle vie aeree, “sputo” nero, variazioni del tono della voce, esposizione a fumi in ambiente chiuso).

Le ustioni di secondo e di terzo grado sono delle ferite: esiste per queste il pericolo di infezione.

Nelle ustioni esiste pericolo di shock e di disidratazione.

Trattamento delle ustioni

Valutazione dell’ambiente e sicurezza dello scenario incidentale

A= (airway, valutazione stato di coscienza e pervietà delle vie aeree)

B= (breathing, valutazione del respiro ed eventuali ventilazioni)

C= (valutazione del polso carotideo e compressioni toraciche esterne).

bagnare abbondantemente la parte ustionata con solizione fisiologica o, in alternativa, con acqua pulita

bagnare abbondantemente anche le sostanze semisolide (grasso, catrame, cera), senza però rimuoverle

togliere gli abiti, magari tagliandoli onde non farli strofinare eccessivamente contro la pelle.

in caso di ustione chimica, bagnare per almeno venti minuti, prestare attenzione a spruzzi e colate, sia per la vittima che per il soccorritore. Impacchettare a parte gli abiti esposti alla contaminazione chimica

togliere anelli, braccialetti e orologi (effetto laccio)

coprire con apposite medicazioni (Aluderm) o, in mancanza di queste, con teli sterili

non applicare pomate, ghiaccio o altri rimedi

non somministrare nulla per via orale

PREVENIRE L’IPOTERMIA (coperta isotermica, riscaldamento cellula ambulanza, etc.)

Prevenzione

Per prevenire le scottature solari sarà bene non esporsi mai al sole senza creme solari (con un adeguato fattore di protezione) e sempre gradualmente.

Le informazioni che troverai su ComeViaggiareInformati sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

Se le seguirai attentamente però, ti aiuteranno a viaggiare in totale sicurezza e a tutelare la tua integrità fisica.

A presto,

Fabio.

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