Un viaggio nella storia del Salento

Un viaggio nella storia di questo lembo di terra a sud della Puglia.

Un viaggio nella storia del Salento

Tra casali di campagna e masserie pugliesi fortificate, spesso abbandonate o in totale degrado, tra dolmen e menhir nominati nelle guide turistiche, tra manifestazioni architettoniche, naturali e del paesaggio troverete la vera essenza di questo lembo di terra a sud della Puglia.

Un’impareggiabile architettura rurale, religiosa e spirituale; oggetti e utensili, in eredità dal passato; tour subacquei alla scoperta del “largo” salentino; le manifestazioni del carsismo; la natura mediterranea delle coste; le gite in barca e le visite guidate; una meritevole gastronomia suggellata da cucina tradizionale, con esponenti l’olio e il vino, tutto a far da sfondo ad un capitolo di tempo “viandante” e dedicato alla scoperta.

Tra i posti da vedere, un monito più che un consiglio: Torre San Gregorio, Marina di Patù.

Qui, oltre all’attrattiva balneare, vi si trovano interessanti resti dell’antica destinazione di scalo portuale, risalente a circa due millenni fa, quando questa piccola baia era il porto della città messapica di Vereto, scomparsa nel IX secolo dopo Cristo a causa delle continue incursioni dei saraceni.

Risalgono all’epoca i frangiflutti, una parte dei moli che giacciono ad una profondità di 7 metri, un grande scalone che porta alla baia, realizzato con possenti pietre megalitiche ed un pozzo dove le antiche navi si approvvigionavano d’acqua.

Da vedere un monumento di interesse nazionale quale il Centopietre, una costruzione realizzata con cento pietre megalitiche probabilmente recuperate da antiche mura messapiche di cui rimane traccia nei dintorni di Patù.

Difficile dire quante soste si siano fatte in un giorno, ricordo solo di aver assaggiato più volte il sapore dolce della sorpresa, quando varcavo una spiaggia, una baia, proseguendo lungo un sentiero tracciato dai passi di chi negli anni, ed innumerevoli volte, ha percorso la pineta per giungere alla spiaggia.

Ad accecare il sole, il mare brillante, lo spumeggiare della lieve increspatura sul manto sabbioso, un bambino intento a riempire il secchiello di sabbia e a ricavarne una Torre da unire al Castello/Fortezza che lì sul mare veniva eretto, forse, un nuovo punto di avvistamento per controllare la costa dall’assalto di nuovi e temuti nemici.

Un viaggio nella storia del Salento

Da vedere tutto, non risparmiatevi in nulla, dalla litoranea ionica con Mancaversa, Torre Suda, Capilungo, Posto Rosso, Torre San Giovanni, Torre Mozza, Lido Marini, Torre Pali, Torre Vado, Pescoluse, San Gregorio; un giro in barca delle grotte adriatiche al mattino, ioniche al pomeriggio, per la luce che rende più suggestiva la visita; da Leuca, risalendo dalla parte adriatica, fate tappa al Ciolo, Tricase Porto, Marina di Novaglie, Marina Serra Insenatura di Acquaviva, Castro, Santa Cesarea Terme, Otranto, Porto Badisco.

Altro luogo incantevole, secondo il mio personale gusto, il giardino botanico “la cutura” di Giuggianello.

Ovviamente per fare tutti questi giri considerate anche delle piacevoli soste, tantissimi i luoghi in cui fermarsi, guardate tra i vari Residence Salento.

Posti mai dimenticati che è un onore ripercorrere per i tanti credenti che lo hanno fatto, io, da credente o no, percorro questo sentiero e tutt’oggi ne ho un ricordo vivido e magnifico.

Un vero e proprio viaggio nella storia dove rintracciare testimonianze di un passato ricco di avvenimenti: città messapiche, cripte e chiese bizantine, castelli medievali, torri costiere e masserie fortificate, austeri palazzi rinascimentali.

Si parla del Cammino Leucadense, un percorso che i pellegrini in passato percorrevano per raggiungere il santuario della Madonna di Finibus Terrae, un trekking itinerante composto da più tappe, con pernottamenti previsti presso strutture locali, complessi agrituristici, che consente a chi lo percorre di conoscere meglio la caratteristica morfologica della zona: Le Serre.

Le lunghe collinette, non più alte di 200 metri e molto vicine tra loro, danno alla zona il nome di “Murge Salentine”.

Conosciuto in epoca precristiana, il Capo Iapigio divenne ancora più noto quando, secondo tradizione, vi sbarcò l’apostolo Pietro e questi vi fondò la prima comunità cristiana in Italia.

Giunti nella boscaglia che domina sulle vallate e in direzione Santuario, la via appare piuttosto tortuosa, una vera “via penitenziale” che costeggiava dapprima i centri di Supersano e Ruffano, Cardigliano, proseguendo per la Chiesetta monastero di S. Angelo, la Serra dei Peccatori, La Serra dei Cianci, la Madonna della Scala in feudo Alessano.

L’arteria principale presenta numerose diramazioni consistenti in mulattiere secondarie che conducevano verso abbazie e chiese, un esempio la Cripta della Madonna del Passo, la chiesa di S. Eufemia a Specchia, S. Maria della Grotta.

Altri consigli e informazioni li troverai su come viaggiare informati, se li seguirai attentamente, ti aiuteranno a viaggiare in totale sicurezza e a tutelare la tua integrità fisica.

A presto

Barbara

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